Piccole antenne crescono

27Nov08
Ridurre l'elettrosmog in casa
Ridurre l’elettrosmog in casa

E’ trascorso oltre un mese. Il 23 Ottobre 2008 abbiamo fatto richiesta scritta, regolarmente protocollata, di copia del regolamento comunale per la disciplina in materia di campi elettromagnetici prodotti dai sistemi di telecomunicazione e radiotelevisivi, dopo che il neo-assessore ai lavori pubblici e il sindaco ci avevano assicurato pubblicamente della sua esistenza. Il dubbio era nato in occasione dell’incontro che la popolazione di Civita Superiore aveva avuto qualche giorno prima con gli amministratori. In quella circostanza,  gli abitanti del borgo si erano lamentati di una situazione strana che aveva visto inspiegabilmente aumentare il numero di antenne presenti nell’istallazione di Civita e avevano chiesto di verificare la regolarità del numero di irradiatori installati in base al regolamento comunale e la sussistenza del rispetto dei parametri di esposizione massima a campi elettromagnetici fissati per legge con un intervento di controllo da parte dell’ARPA Molise. Nella riunione, espressione di alta partecipazione democratica, si chiese anche di chiarire la presenza di tre antenne “particolari” sulla facciata laterale del’ex-scuola elemenatare della borgata, anch’esse apparse per magia. 

Ovviamente, allo stato attuale, non ci risulta che i suddetti controlli siano stati effettuati nè da parte degli amministratori nè da parte dell’ARPA. Ma in compenso questa mattina abbiamo avuto la conferma, anche se in maniera non ufficiale, che il regolamento per l’istallazione delle antenne NON ESISTE e adesso attendiamo solo una risposta scritta. 

Cogliamo l’occasione per ricordare agli organi competenti dell’assessorato all’urbanistica che la legge regionale n.20 del 10 Agosto 2006Norme per la tutela della popolazione dall’inquinamento elettromagnetico generato da impianti di telecomunicazione e radiotelevisivi, tra i vari obblighi, impone ai comuni di dotarsi di un regolamento comunale (art. 4) e che questo contenga, fra l’altro, i criteri per la localizzazione degli impianti e delle misure di cautela da adottare al fine di prevenire rischi per la salute e per l’ambiente (art. 12).

“È fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e farla osservare come legge della Regione Molise.” (note conclusive legge n.20)

Ma… chi controlla i controllori ?! 



12 Responses to “Piccole antenne crescono”

  1. 1 g.g

    Speriamo che qualcuno intervenga a ristabilire la legalità

  2. 2 stregaspettinata

    Questi ci riempiono di PALLE!!!
    Si dimettessero piuttosto
    VERGOGNA!!!

  3. 3 Artù

    …ma perchè c’è tanta meraviglia!!! la menzogna fa parte del potere….
    un vecchio detto dice:”nell’incertezza dici sempre SI”, questo è il caso dell’assessore e non solo….
    CAMPA CAVALLO INTANTO L’ERBA CRESCE…

    N.B.sono stanti rinviati anche le cause una nel 2009 e l’altra nel 2010…..

  4. 4 stregaspettinata

    e comunque è davvero il caso di dire che:
    CI PISCIANO IN TESTA E DICONO CHE PIOVE

  5. 5 fra pappero

    VISTA LA STAGIONE … DICONO CHE NEVICA !!!

  6. 6 Artù

    CENTO PER GLI ORGANIZZATORI UNDICI PER LA QUESTURA…..AH! AH! AH! AH! la politica fa anche queste burla

    prendiamoci ancora in giro…….ma non per molto, risulterebbe pericoloso e dannoso alla salute epatica e poi……l’ammoniaca dell’urina fa anche schifo…..BURLA, BURLA!!!

    se non state un pò “FUUORI”, non siete poi tanto normali!!! CARI!!!!!!!!!

  7. 7 BIAGIO

    ……….e dopo tanto avete concluso nulla!!! la gente continua a non partecipere e voi a prendervi collere, ma chi ve lo fa fare!!! tanto il potere è sempre sovrano e voi/noi sudditi delle gererchia…….faanno sempre quello che gli pare.
    A chi volete dire che l’assessore vi ha raccontato balle……….non sarete nommeno gli ultimi.

  8. 8 Shinigami86

    Roma non fu costruita in un giorno…
    allo stesso modo non si può chiedere una partecipazione attiva in cosi poco tempo, ed il fatto che non ci siano molti commenti, non vuol di certo dire che i post non vengano letti e discussi al di fuori del blog stesso.

    Riporto di seguito parte del testo “ODIO GLI INDIFFERENTI di Antonio Gramsci” scritto nel 1917-1918, indipendentemente dalla corrente politica di provenienza di queste idee se evince l’attualità del tema trattata. Vi invito a perdere 2 minuti per leggerlo.

    Chi vive veramente non può non essere cittadino, e parteggiare. Indifferenza è abulia, è parassitismo, è vigliaccheria, non è vita. Perciò odio gli indifferenti.
    L’indifferenza è il peso morto della storia. E’ la palla di piombo per il novatore, è la materia inerte in cui affogano spesso gli entusiasmi più splendenti, è la palude che recinge la vecchia città e la difende meglio delle mura più salde, meglio dei petti dei suoi guerrieri, perché inghiottisce nei suoi gorghi limosi gli assalitori, e li decima e li scora e qualche volta li fa desistere dall’impresa eroica.
    L’indifferenza opera potentemente nella storia. Opera passivamente, ma opera. E’ la fatalità; e ciò su cui non si può contare; è ciò che sconvolge i programmi, che rovescia i piani meglio costruiti; è la materia bruta che si ribella all’intelligenza e la strozza. Ciò che succede, il male che si abbatte su tutti, il possibile bene che un atto eroico (di valore universale) può generare, non è tanto dovuto all’iniziativa dei pochi che operano, quanto all’indifferenza, all’assenteismo dei molti. Ciò che avviene, non avviene tanto perché alcuni vogliono che avvenga, quanto perché la massa degli uomini abdica alla sua volontà, lascia fare, lascia aggruppare i nodi che poi solo la spada potrà tagliare, lascia promulgare le leggi che poi solo la rivolta farà abrogare, lascia salire al potere gli uomini che poi solo un ammutinamento potrà rovesciare. La fatalità che sembra dominare la storia non è altro appunto che apparenza illusoria di questa indifferenza, di questo assenteismo. Dei fatti maturano nell’ombra, poche mani, non sorvegliate da nessun controllo, tessono la tela della vita collettiva, e la massa ignora, perché non se ne preoccupa…

    I destini di un’epoca sono manipolati a seconda delle visioni ristrette, degli scopi immediati, delle ambizioni e passioni personali di piccoli gruppi attivi, e la massa degli uomini ignora, perché non se ne preoccupa. Ma i fatti che hanno maturato vengono a sfociare; ma la tela tessuta nell’ombra arriva a compimento: e allora sembra sia la fatalità a travolgere tutto e tutti, sembra che la storia non sia che un enorme fenomeno naturale, un’eruzione, un terremoto, del quale rimangono vittima tutti, chi ha voluto e chi non ha voluto, chi sapeva e chi non sapeva, chi era stato attivo e chi indifferente. E questo ultimo si irrita, vorrebbe sottrarsi alle conseguenze, vorrebbe apparisse chiaro che egli non ha voluto, che egli non è responsabile. Alcuni piagnucolano pietosamente, altri bestemmiano oscenamente, ma nessuno o pochi si domandano: se avessi anch’io fatto il mio dovere, se avessi cercato di far valere la mia volontà, il mio consiglio, sarebbe successo ciò che è successo? Ma nessuno o pochi si fanno una colpa della loro indifferenza, del loro scetticismo, del non aver dato il loro braccio e la loro attività a quei gruppi di cittadini che, appunto per evitare quel tal male, combattevano, di procurare quel tal bene si proponevano.
    I più di costoro, invece, ad avvenimenti compiuti, preferiscono parlare di fallimenti ideali, di programmi definitivamente crollati e di altre simili piacevolezze. Ricominciano così la loro assenza da ogni responsabilità. E non già che non vedano chiaro nelle cose, e che qualche volta non siano capaci di prospettare bellissime soluzioni dei problemi più urgenti, o di quelli che, pur richiedendo ampia preparazione e tempo, sono tuttavia altrettanto urgenti. Ma queste soluzioni rimangono bellissimamente infeconde, ma questo contributo alla vita collettiva non è animato da alcuna luce morale; è prodotto di curiosità intellettuale, non di pungente senso di una responsabilità storica che vuole tutti attivi nella vita, che non ammette agnosticismi e indifferenze di nessun genere.
    Odio gli indifferenti anche per ciò che mi dà noia il loro piagnisteo di eterni innocenti. Domando conto ad ognuno di essi del come ha svolto il compito che la vita gli ha posto e gli pone quotidianamente, di ciò che ha fatto e specialmente di ciò che non ha fatto. E sento di poter essere inesorabile, di non dover sprecare la mia pietà, di non dover spartire con loro le mie lacrime….

  9. 9 Mimì

    Insieme si Costruisce molto più velocemente……Le grida arrivano se siamo in molti a gridare……
    Se si ha pauora o si è indiffarenti la voce non esce!!!!!!!!
    ………ma io qualche voce la inizio a sentire!!!!!!!!!!!!!

  10. 10 stregaspettinata

    Biagio

    non so dove tu viva

    ma in città non si parla che di noi!😉

  11. 11 ARTU'

    “…Odio gli indifferenti anche per ciò che mi dà noia il loro piagnisteo di eterni innocenti. Domando conto ad ognuno di essi del come ha svolto il compito che la vita gli ha posto e gli pone quotidianamente…” il classico esempio di “noi bojanesi” o di chi giudica senza metterci le mani propponendo “facili risoluzionni”.

    Grazie Shinigami86

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