Dati privati resi pubblici. Senza consenso

03Giu08

No Privacy !Tanto si è parlato della pubblicazione su internet delle dichiarazione dei redditi degli italiani e tante sono state le opinioni espresse in merito. S’è detto e ridetto, ad esempio, che questi dati sono da sempre pubblici e che chiunque può sapere il reddito del vicino facendone richiesta agli uffici del Comune o dell’Agenzia delle Entrate territorialmente competenti. Certo, c’è una bella differenza! Avere le informazioni direttamente on-line e comodamente seduti davanti al pc è un bel vantaggio che, tra l’altro, permette di mantenere l’anonimato del richiedente. Altra cosa già rimarcata è che molte dichiarazioni dei redditi, specialmente quelle appartenenti ai cittadini delle metropoli italiane, sono state velocemente scaricate dal sito dell’Agenzia (prima del blocco da parte del garante) e quindi diffuse sulla rete grazie al p2p.

Agenzia delle Entrate

Quello che invece non è stato detto è che altri dati, precisamente quelli relativi alle visure catastali di persone fisiche (anche questi notoriamente già pubblici), sono visionabili on-line da chiunque, grazie ad un servizio dell’Agenzia delle Entrate  attivo ormai da circa un anno. Basta seguire la procedura per accreditarsi sul sito dell’ente, entrare nell’area “Servizi catastali” ed inserire il codice fiscale di un qualsiasi contribuente per venire a conoscenza di tutte le sue proprietà immobiliari e terriere correlate alle relative rendite catastali. Sempre sul sito dell’Agenzia, anche senza la registrazione, è invece possibile sapere la rendita catastale di una particella della quale si conoscono le coordinate.

Ma su Internet si nascondono anche altri dati facilmente consultabili on-line; così è possibile effettuare visure del PRA (questa volta però, a pagamento) e anche risalire al proprietario di un’automobile a partire dalla targa (circa 22 euro!!) oppure, gratis, rintracciare alcuni dati più elementari come regione di residenza del proprietario, bollo, data d’immatricolazione etc.

Un’ultima informazione. Circa tre anni fa il Garante della Privacy vietò alle compagnie telefoniche italiane di offrire il “Reverse Phone Directory” (ricerca telefonica inversa) ossia quel servizio che permetteva di risalire all’identità dell’abbonato a partire dal suo numero di rete fissa. Da allora infatti, la ricerca inversa numero-utente è consentita solo sotto esplicito consenso dell’intestatario, come possiamo leggere sull’ informativa di paginebianche. Sembrerebbe però, che la società belga Infobel, sia riuscita ad aggirare questa limitazione permettendo ancora di fare il reverse-searching. Provare per credere !!

Morale: Sulla rete sono presenti molti dati sensibili (o meno) che ci riguardano e che non possiamo impedire che vengano consultati. Oltre a questo, chi non ha cura di nascondere bene la propria identità nella navigazione quotidiana è sottoposto da ulteriori violazioni pericolose di privacy. La rete ha la memoria lunga: attenzione !!

(to be continued…)



3 Responses to “Dati privati resi pubblici. Senza consenso”

  1. 1 redditi

    a proposito di redditi on line… ma qualcuno ha per caso scaricato i file di campobasso o altre città molisane ?

  2. 2 paco

    Io non sono riuscito a trovare niente. Su emule girano solo fake. Qualcusa sa ?

  3. 3 alex

    non capisco perchè le rendite catastali e tutte le proprietà si e i redditi no. Spero che al più presto il garante ci ripensi per avvaire questo paese alla Vera Democrazia. Ciao e complimenti per la segnalazione.
    Ale.


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